domenica, 27 marzo 2005
 

Pasqua 2005

"La risurrezione di Cristo è vita per i morti,
perdono per i peccatori,
gloria per i santi".
(S. Massimo)



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sabato, 22 gennaio 2005
 

4 anni oggi

Carissimo papa',

Sono 4 anni anni oggi che ci hai lasciato e sento ancora tanto la tua mancanza.

 Oggi, come ogni sabato, siamo stati a pranzo da mamma. Ti abbiamo ricordato e abbiamo parlato di te. Io ho ricordato le storielle che mi raccontavi da piccola, ricordi quella del gattino? "Tutte le mattin, il pussin con le zampin, si lava il musetto e si pettina inchianetto, sudicioso d'un bambino vai alla scuola del pussino."

Lo sai che sarai di nuovo nonno per la seconda volta e Antonio diventera' papa' ? Questa e' stata una grande sorpresa che veramente non mi aspettavo e ancora non mi sembra vero. Spero che vada tutto bene. Sono sicura che tu ci starai vicino!

Ciao papa', ti voglio bene e ti penso sempre! Ti lascio una rosa.



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venerdì, 24 dicembre 2004
 

Happy Birthday and Merry Christmas

Dearest Dad,

Yesterday was your birthday and you were on my mind all day. Mum and Tony went to visit your grave at the cemetery but, as usual, I didn't. I don't like to think of you, your body, rotting under the soil. You aren't there, there is only an empty shell in the grave, the vessel that carried your soul and spirit while you were alive. The true you is in heaven and here amongst us. I really don't believe that to talk to you or feel close to you we need to go to your grave.

Tommorrow is Christmas Day and, just like when you were alive, mum is cooking a big Christmas lunch for all of us and as usual you will be on everyones mind, in everyones heart. I know you will be there with us! I love you dad! I'm sending you a Christmas angel with a gift to wish you a happy birthday and a Merry Christmas. It's a box filled with neverending hugs and kisses!

 



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lunedì, 06 settembre 2004
 

Happy Father's Day

For you dad!

I love you dad and miss you!
Happy Father's Day




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domenica, 04 luglio 2004
 

STORIE

daddy's girl

Carissimo papa',
oggi sei nei miei pensieri piu' del solito.
Ieri io e Peter abbiamo guardato il film
"Big Fish - Le Storie di una Vita Incredibile" ,
un bellissimo film che mi ha commosso
e mi ha fatto ricordare a quando ero piccola
e alle tante storielle che tu mi raccontavi.
Storielle un po essagerate e piene di fantasia
che mi facevano volare sulle ali dell'immaginazione.
Ti voglio bene!












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domenica, 20 giugno 2004
 

DADDY'S HANDS

Daddy's hands
I remember daddy's hands folded silently in prayer,
And reaching out to hold me when I had a nightmare.
You could read quite a story in the callouses and lines.
Years of work and worry had left their mark behind.

I remember daddy's hands,
How they held my mama tight,
And patted my back for something I'd done right.
There are things I've forgotten
that I loved about that man,
But I'll always remember the love in daddy's hands.

Daddy's hands, were soft and kind when I was crying.
Daddy's hands, were hard as steel when I'd done wrong.
Daddy's hands weren't always gentle,
But I've come to understand,
There was always love in daddy's hands.

I remember daddy's hands working till they bled,
Sacrificed unselfishly just to keep us all fed.
If I could do things over, I'd live my life again,
And never take for granted the love in daddy's hands.

~ written & performed by Holly Dunn ~




















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lunedì, 07 giugno 2004
 

REMEMBERING YOU

Remembering you is easy
I do it every day
but there is an ache
within my heart
that will never go away.
I love you dad.








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sabato, 05 giugno 2004
 

PROMEMORIA DEL VIAGGIO IN AUSTRALIA

Mentre stavo mettendo aposto delle carte del Babbo ho trovato un libro dove era scritto una promemoria del viaggio che ha fatto quando e' venuto in Australia. Inizia il 2 giugno del 1952. Eccola qui:

Ho lasciato la mia casa la mattina del 2 Giugno 1952 recandomi alla Provincia di Forli. Ho lasciato la provincia alle ore 2 del stesso giorno diretto a Genova. Sono arrivato a Genova alle ore 21 del giorno stesso.

La partenza da Genova e’ avenuta alle ore 11 del giorno 5 imbarcandomi con la moto nave Napoli.

Sono giunto al Porto di Napoli alle ore 16 del giorno 6 Giugno; Sbarcando a terra e riprendendo la partenza alle ore 4 del giorno 7 giugno passando dal stretto di Messina e costeggiando la Sardegna.

Ora stiamo navigando nel mare mediteraneo.

Sono arrivato a Porto Said alle ore 11 del giorno 10 giugno scendendo a terra e riprendendo la partenza alle ore 14 del stesso giorno.

Attreversando il canale di Suez lungo 180 kilometri, adesso si sta navigando nel mar Rosso.

Abbiamo costeggiato il golfo di Aden il giorno 13 giugno e ora si sta navigando nel mare arabico.

Sono arrivato a colombo il giorno 21 e sono sceso a terra girando la citta’. Si e’ ripreso la partenza dal porto di colombo il giorno 22.

Ora si sta navigando nel mare oceano indiano.

Sono passato l’equatore il giorno 24 giugno e sono arrivato al golfo di melbourne il giorno 6 luglio 1952 – rimanendo a cinquanta chilometri di distanza dal porto per farci la disinfezione.

E’ stato terminata la disinfezione il giorno 10 luglio e siamo entrati al porto di melbourne australia alla sera del giorno 10 luglio 1952.

Nella serata stessa siamo stati trasportati al campo di Bonegilla.

al campo di Bonegilla

Al campo di Bonegilla sono stato destinato al block #7. Sono stato spostato dal block #7 il giorno di agosto 1952 e sono stato trasferito al block #9 sempre nel medesino campo.

Partenza dal campo di Bonegilla il giorno 1 settembre 1952 alle ore 14. Sono stato destinato presso il farmista Col Maslen Childers Queensland.

Citta attraversate nel mio viaggio:

Sono arrivato a Albury alle ore 15.20 del giorno 1/9/52.

Sono giunto alla citta di sydney alle ore 6 del 2 settembre.

Partenza da sydney alle ore 20 del stesso giorno;

Arrivato a brisbane alle ore 19 del giorno 3/9/52.

Partenza da brisbane alle ore 21 del stesso giorno.

Arrivato a destinazione in Childers alle ore 12 del giorno 4/9/52.

Ho iniziato il mio primo lavoro in australia il giorno 5/9/52 in qualita’ di tagliatore di canna da zucchero.

taglio della canna di zucchero a Queensland

E’ cessato questo lavoro il giorno 24 Gennaio 1953.

Ho lasciato questo paese di childers il giorno 24 gennaio 1953 diretto al campo di Rushworth.

Sono arrivato al campo il giorno 30 Gennaio 1953.

Permanenza al campo di rushworth fino al giorno 17 febbraio.

Alla sera del giorno 17 febbraio 1953 sono stato mandato presso il farmista Mr Cornish in Ardmona per la raccolta della frutta.

Cessato questo lavoro di raccolta di frutta il giorno 21 marzo 1953.

Rientrando nuovamente al campo di rushworth alle ore 16 del giorno 21/3/53.

Il giorno 24/3/53 sono stato allocato alla costruzione del nuovo canale di Murchison allogiando sempre al campo di rushworth.

Ho lasciato il lavoro al canale il giorno 8/6/53 per dirigermi nuovamento al taglio della canna da zucchero.

Partenza dal campo di rushworth diretto al queensland il giorno 8/6/5.

Arrivato al queensland il giorno 13/6/53.

Iniziando il lavoro il giorno 22/6/53.

Il proprietario della farma dove sono a lavorare e’ il medesimo dell’anno scorso che si chiama Mr Col Maslen.

Terminato il lavoro da Mr Col Maslen Childers Queensland il giorno 4 dicembre 1953.

Partenza da childers in cerca di lavoro il giorno 9 dicembre.

Sono arrivato in sydney il 12 dicembre rimanendo ad allogiare in sydney per una settimana poi sono stato collocato al lavoro tramite l’ufficio sindacale nella fonderia di port kembla, steelworks il giorno 16/12/53, allogiando al ostel di unanderra.

Ho lasciato l’ostel di unanderra il giorno 27 giugno 1954 andando ad abitare presso la famiglia raffaelli in wollongong.

Ho lasciato l’abitazione presso la famiglia Raffaelli il giorno 10 agosto 1955 e sono andato ad abitare presso la famiglia Arcioni in Warrawong.

Nella medesima abitazione sono giunti il 29 gennaio 1956 il fratello Nito e la cognata Norma.

Ho lasciato l’abitazione presso la famiglia Arcioni assieme col fratello e la cognata il giorno 13 maggio 1956 e siamo andati ad abitare presso la famiglia spada in cringila.

Nella medesima abitazione mi e’ giunto la mia moglie eugenia il giorno 3 settembre 1956.

Abbiamo lasciato l’abitazione presso la famiglia spada il giorno 22/12/56 e siamo venuti ad abittare nella nostra casa in 118 lake ave cringila che abbiamo preso in consegno il giorno 22 dicembre 1956.



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sabato, 22 maggio 2004
 

my dad
"No life ends if it leaves a memory.
Memories give us strength for another day."





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INTERVISTA

Circa il 1997-1998 un Professore dell'universita' di Bologna era stato in Australia con il Presidente della Regione Emilia-Romagna ed ha intervistato il mio babbo riguardo il suo viaggio in Australia nel 1952 e il tutto era stato registrato. Ecco qui il suo discorso:

Amedeo, nato a Ronco Freddo in Provincia di Cesena il 22/12/24.

La famiglia: padre, madre, 6 sorelle e 4 fratelli, 12 in tutto – ora qualcuno di essi ci ha lasciato.

Prima di partire per l’Australia avevo una quarantina di operai. Facevamo scasso di vigneti e trebbiatura del grano ma il lavoro era poco, bisognava dividere le giornate tra chi aveva la famiglia piu’ bisognosa. Facevamo turni, 4 o 5 giornate, poi ci si poteva fermare anche un mese per aspettare un altro turno. Il caposquadra faceva qualche giornata in piu’ degli altri. Avendo la famiglia troppo numerosa, non potevo migliorare la mia posizione rimanendo in Italia. Erano gli anni del primo dopoguerra, le fabbriche distrutte da ricostruire, non c’era lavoro e quel poco che c’era era malpagato. Mio padre era mutilato della guerra del 1915, io ero il piu’ grande della famiglia e compresi che non sarei mai riuscito a farmi una vita qui in Italia.

La mattina del 2/6/52 ho lasciato la mia casa e la mia famiglia e a 29 anni inizio’ il mio viaggio per l’Australia, con in tasca il sogno di farmi una nuova vita. Non avevo una minima idea dove si trovava l’Australia e non avrei mai potuto immaginare le condizioni che dovevamo incontrare. Sono arrivato a Genova alle ore 21 del giorno stesso. La mattina del giorno 5 sono partito da Genova con la moto nave “Napoli”, una nave da carico. Erevamo 300 persone, tutti nella stiva piu in profonda della nave, in un locale senza finestre o luce che conteneva un carico di patate. L’unica luce che si vedeva era quando toglievano il tendone che copriva la stiva. Quei 40 giorni di viaggio li ho vissuti bevendo solo acqua e succo di limone.

Il 15 Luglio siamo arrivati nel porto di Melbourne, Australia. Le autorita’ locali ci hanno tenuti un po’ di giorni sulla nave, nella baia, per la disinfezione. Quando siamo arrivati a Melbourne, non ci volevano lasciare sbarcare dalla nave. C’era una grande dimostrazione e i dimostranti urlavano …. “tornate indietro, noi siamo disoccupati da 3-4 mesi e non c’e lavoro”, ….. ma noi siamo sbarcati lo stesso. Sara’ quel che sara’..

Le autorita’ locali ci hanno portato al campo di Bonegilla con dei camion. Nel campo di Bonegilla non posso lamentarmi di come siamo stati trattati. Quello che era fastidioso era il cibo, avevano tutte quelle zuppe, quel modo di cucinare all’inglese, che era molto diverso dal nostro. Al campo sono successi molti scontri e incidenti, in una occasione hanno anche ribaltato le caldaie e sprecato il cibo che contenevano.

Sono stato 2 mesi e mezzo a Bonegilla e dopo circa un mese che ero li, nel mese di agosto del 52, successe una mezza rivoluzione. Nel periodo in cui sono arrivato io eravamo circa 9000 persone. Siamo passati dal blocco 7 al blocco 9 a causa di quei tafferugli: e’ stata una cosa seria con mitragliatrici e soldati, fortunatamente non ci sono stati morti. Molti non erano abituati a questo tipo di vita e speravano di trovare subito un lavoro, purtroppo per la disperazione alcuni si sono tolti la vita.

In Australia siamo venuti con l’assistenza dell’ICLE, ma per venire abbiamo dovuto pagare una quota per il viaggio. Qui eravamo tutti disoccupati. La banca mi ha concesso un prestito e il funzionario mi disse di non preoccuparmi, avrei potuto rimborsare il prestito quando avrei ottenuto il lavoro.

L’assistenza della immigrazione che abbiamo avuto era condizionata ad un accordo che avevamo con l’autorita’: avevamo l’ordine di non uscire dal campo pena la perdita dell’assistenza. Alcuni arrivati insieme a noi erano fuggiti dal campo.

Un giorno hanno chiamato due persone per andare a lavorare al taglio della canna da zucchero nel Queensland. Io e il mio amico Berzanti sapevamo che le due persone che cercavano erano fuggite, allora ci siamo presentati e abbiamo chiesto se potevamo sostituire gli altri due. Mi hanno risposto che io ero registrato come agricoltore e che avrei dovuto aspettare finche c’era un lavoro di questo tipo in qualche fattoria. Io gli ho fatto capire che non volevo piu aspettare e che volevo andare a lavorare al taglio della canna da zucchero. Dissero che se potevo pagare per il viaggio avrei potuto andare. I soldi li presto’ il Consolato Italiano di Melbourne.

Sono stato a Bundaberg nella Queensland a tagliare la canna da zucchero per 6 mesi e con i guadagni sono riuscito a sdebitarmi e rimborsare il Consolato. A questo punto andai all’ufficio di collocamento, spiegai che dovevo pagare debiti in Italia e aiutare i genitori e volevo sapere se potevo fare venire qui mia moglie. Fu una cosa un po’ complicata. Mi dissero che mi conveniva di rimanere disoccupato fino al prossimo taglio della canna, contando sulle 3 sterline che davano come sussidio per la disoccupazione e la abitazione gratuita. Io capii che non potevo rimanere ad aspettare, quindi ritornai a Melbourne e andai a raccogliere la frutta con un agricoltore a Murchison e finito il raccolto della frutta sono andato a lavorare in un canale d’irrigazione, costruito tutto in muro a secco, qui ho lavorato fino al successivo raccolto della canna, per il quale lavoro sono tornato su nel Queensland.

Dopo questa nuova stagione sono venuto a Sydney e ho chiesto nuovamente lavoro all’ufficio di collocamento. Mi hanno risposto che avrei potuto lavorare in una fattoria a guidare un trattore ma avrei preso la paga solo quando lavoravo.

Conoscendo purtroppo la mia situazione, dissi che non potevo accettare. Mi alloggiarono in un motel, (che ho dovuto pagare di tasca mia), per una settimana in attesa di un lavoro.

Mi chiamarono dicendo che, se volevo andare, c’era lavoro alle acciaierie di Port Kembla dove si lavorava su tre turni. Io non avevo idea di che lavoro fosse ma accettai perche’ mi assicuravano che era un lavoro sicuro e continuo.

Lavorai li a pulire il forno: si scendeva con pala e secchio e dopo poco si doveva scappare perche prendeva fuoco anche il manico della pala, era un lavoro un po…..

Vivevo all’Ostello di Unanderra ma era un po difficile riuscire a dormire di giorno perche c’era un chiasso enorme e poi quando era sera e tornava la calma, mi veniva sonno quando dovevo iniziare a lavorare. Ho perso diversi turni di lavoro perche di notte non riuscivo ad alzarmi. Sono rimasto li circa un anno a fare sacrifici.

In seguito, io e il mio amico, siamo andati ad abitare con una famiglia di nome Raffaelli a Wollongong. Eravamo 6-7 giovani senza donne ad arrangiarsi a cucinare e a fare i lavori di casa come potevamo. Dopo circa 3-4 mesi siamo andati ad abitare a First Ave a Warrawong presso la famiglia Arcioni. Sono rimasto sistemato li ad attendere che arrivasse mia moglie.

Mia moglie l’ho conosciuta mentre ero prigioniero durante la guerra del 45. Eugenia allora era ancora una ragazzina. Abbiamo iniziato a scriverci le prime lettere circa un anno prima che arrivasse in Australia.

Giusto prima che arrivasse mia moglie, nel 56, avevo preso in affitto un’abitazione presso la famiglia Spada a Cringila, ma io stavo gia costruendo la mia casa in un pezzo di terra che avevo acquistato a Cringila. La casa ce l’hanno consegnata il Natale del stesso anno in cui mia moglie e’ arrivata. Negli anni successivi ho continuato a lavorare nella acciaieria mentre mia moglie faceva la casalinga. Nel 57 e’ nata nostra figlia, Lorenza e nel 62 è nato nostro figlio, Antonio.

Avevo promesso ai miei genitori di ritornare in Italia dopo 3 anni, ma per le traversìe che ho passato, ci sono andato nel 64, quando erano ormai passati 12 anni. Purtroppo, con grande dispiacere mio padre non sono riuscito piu a vederlo, e’ morto poco prima che io tornassi in Italia.

Il viaggio in Italia per 4 persone era costoso, (avevo i due bambini, il maschietto Antonio aveva 2 anni e Lorenza aveva 7 anni), ma con l’aiuto di alcuni amici che ci hanno prestato un po di soldi abbiamo fatto il viaggio con la nave Galileo. Temevo che il viaggio fosse come quello che mi ha portato in Australia, ma invece e’ stato molto diverso e bello.

Quando siamo tornati dall’Italia anche mia moglia ha iniziato a lavorare nella stessa acciaieria dove lavoravo io. Ha lavorato li una trentina di anni. Nel 87 siamo andati in pensione insieme.

Lavorando entrambi siamo riusciti a pagare i debiti, poi in seguito abbiamo pensato di vendere la prima casa perche era troppo vicino alla fabbrica, piena di fumo e inquinamento e almeno ai figli questo lo volevamo risparmiare.

Abbiamo comperato una casa a Dapto e siamo stati ad abitare li per 10 anni.

In seguito abbiamo venduto anche questa di Dapto, abbiamo comperato la casa dove abitiamo tuttora da 20 anni felici e contenti di questa sistemazione.

Ci sono voluti diversi anni prima di potersi abbituare a questa vita in Australia, ma col passare degli anni tutto e venuto a nostro favore.

La maggior parte del mio tempo libero lo passo nel giardino e nell’orto dove coltivo fiori e piante per passione. Spesso andiamo a fare gite e feste con le tante associazioni italiane che ci sono qui. E’ sempre bello la compagnia di amici e connazionali, ed è sempre bello parlare con altri connazionali la lingua della nostra patria.

In Italia ci siamo tornati 4 volte in tutto, una volta con i figli. Per noi tornare in Italia era come un rito, lo consideravamo il viaggio di nozze che non abbiamo mai potuto fare. Inoltre volevo far conoscere ai nostri figli da dove venivamo e com’era l’Italia. E’ stata una spesa enorme per noi, un vero sacrificio economico, ma i miei cari sono stati contenti tutti quanti.

Nel nostro futuro non c’e intenzione di ritornare ad abitare in Italia. Abbiamo trascorso una vita qui in Australia, i figli sono nati qui e qui si sono gia sistemati e fatti una famiglia, qui abbiamo la nostra casa, anche se abbiamo ancora e sempre l’Italia nel cuore, ora è questo il nostro paese e..…il tempo che ci rimane da vivere…..lo vivremo qui………



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